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Tornano i Jesus Jeans: chi li ama, li segue

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Marco Boglione, patron del gruppo torinese BasicNet, è uno che di mode e tendenze se ne intende e così dopo avere salvato dall'oblio le mitiche Superga - le sneakers in corda cult degli anni '80 - ha deciso di riportare in auge un'altra icona dell'abbigliamento, i Jesus Jeans.

Fabulous Leg, il jeans che allunga le gambe

Nati nel 1971 e lanciati sul mercato da una pubblicità di Oliviero Toscani entrata nella storia - con un manifesto dove troneggiava un lato B femminile in un paio di succintissimi short accompagnato dalla scritta 'Chi mi ama mi segua' e un altro che invece zoommava su un ombelico e una zip aperta fino al limite immediatamente precedente l'offesa al pudore con lo slogan 'Non avrai altro jeans all'infuori di me' - questi jeans a un certo punto sono spariti dalla circolazione per il loro carattere troppo minimal, come sintetizza efficacemente lo stesso Boglione: "da un certo momento in poi volevano solo jeans di lusso".

Ma in questi anni dove sta prepotentemente prendendo piede la cultura del 'less is more' i Jesus Jeans sembrano profeti perfetti di un nuovo vecchio modo di intendere lo stile e l'abbigliamento, con il loro spirito senza pretese, pulito, privo di qualsiasi tipo di fronzolo che possa alterarne la vera natura di pantaloni 'da lavoro', così come inventati dal signor Levi Strauss per gli operai americani.

E così, nella suggestiva cornice di Pitti Immagine Uomo, Marco Boglione ha annunciato una nuova collezione di 12 modelli la cui origine e il cui sviluppo sono strettamente legati a quelli dei primi computer Apple, per l'occasione in mostra in 10 rarissimi primi pezzi. Perché i giovani 'rivoluzionari' che indossavano i Jesus Jeans erano anche gli stessi che - da qualche parte nella Silicon Valley - stavano per dare il via alla più grande trasformazione tecnologica e culturale della storia, come ha spiegato lo stesso patron di BasicNet: "la collezione è nata nel 1971, quando il jeans era sinonimo di rivoluzione del costume ma anche di quella culturale dell’informatica, che muoveva i primi passi. Anche quei ragazzi che la rivoluzione l'hanno fatta, e che si chiamano Steve, Bill e compagni, portavano i jeans".

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