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Schield gioielli, la campagna shock inneggia alla bulimia: l'azienda elimina le foto incriminate e si scusa

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Update 3/07/2014 - Il gruppo Schield ha contattato direttamente Excite, spiegando di non aver mai voluto parlare di bulimia nelle immagini che hanno fatto scoppiare la polemica. Per dimostrare la propria buona fede, l'azienda ha rimosso le foto incriminate dalla campagna e si è scusata per il fraintendimento.

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Il mondo della moda ci regala da sempre modelli fisici sbagliati. Modelle anoressiche comunque magrissime, disturbi alimentari dilaganti tra le ragazze che frequentano le passerelle e manichini con le costole in vista: mai ci era ancora capitato, però, di trovarci davanti ad una campagna che pare inneggiare ad una patologia grave come la bulimia.

La Perla, manichino anoressico in vetrina, è polemica: le foto

Protagonista di questo ultimo episodio choc è la casa produttrice di gioielli Schield. L'azienda italiana, infatti, ha rilasciato nei giorni scorsi le prime immagini della nuova campagna pubblicitaria che promuove l'ultima collezione del marchio.

Negli scatti due modelle, magrissime, vestite di nero, con calzette bianche e ricoperte dai gioielli Schield, passeggiano per i campi in un'atmosfera che ce le rende simili alle terrificanti gemelle del film Shining di Kubrick. In più foto, le ragazze vengono ritratte mentre si mettono un dito in gola a vicenda, come a voler stimolare il rigetto, gestualità tipica di chi rifiuta patologicamente di digerire il cibo.

Non ci è voluto molto prima che le immagini facessero il giro del mondo, suscitando l'indignazione di chi ha visto nella campagna un innegabile riferimento alla bulimia e una conseguente apologia di questo disturbo, diffusissimo soprattutto da chi nella moda ci lavora.

Il marchio Schield nega però di aver pensato alla bulimia nel momento in cui la campagna è stato concepito. Il sito web Fashionistaha interpellato lo stesso fotografo che ha realizzato gli scatti, Diego Diaz Marin, che assicura di non aver assolutamente pensato a questo disturbo alimentare, ma di aver raffigurato semplicemente due sorelle impegnate in reciproci giochi pericolosi. “Non abbiamo mai pensato alla bulimia – assicura Marin – che anzi respingiamo con forza”.

La campagna, insomma, intitolata “Disorder Sisters”, voleva semplicemente riprodurre tramite le immagini l'atmosfera dark che caratterizza anche la collezione protagonista dell'adv. Le dita in gola, effettivamente rimandano a qualcosa di oscuro, ma il buio che raccontano non c'entra decisamente nulla con il fashion dark di una linea di moda.

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