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Saldi invernali 2013, date e polemiche

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Doveva essere l'anno della grande novità dei saldi anticipati e invece alla fine non se n'è fatto nulla. Dopo mesi di discussioni sull'opportunità di far partire la stagione degli sconti a inizio dicembre anziché a inizio gennaio (al termine delle feste, come da tradizione), Federazione Moda Italia-Confcommercio ha infatti deciso: i saldi invernali 2013 inizieranno il 5 gennaio, data unica per tutta Italia.

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La motivazione espressa dal presidente Renato Borghi è chiara: "I saldi sono vendite di fine stagione e non possono iniziare a dicembre", anche se "in alcune regioni come Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, nella Provincia autonoma di Trento e, da quest'anno, a titolo sperimentale, in Lombardia, gli operatori del commercio al dettaglio del settore moda, se vorranno, avranno invece la possibilità di effettuare qualche promozione". Il classico 'escamotage' all'italiana, che finisce con il non accontentare nessuno e lo scontentare invece tutti.

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Già, perché anche se di veri e propri saldi non si può parlare fino al 5 gennaio, i negozianti di dette regioni possono 'incentivare' all'acquisto dei regali di Natale i propri clienti, proponendo sconti 'promozionali': ma che differenza c'è, alla fine, con i saldi in senso stretto? Le parole di Borghi non lo chiariscono e finiscono anzi con il soffiare sul fuoco di una stagione natalizia partita sottotono come non mai: Confesercenti e Confcommercio, infatti, prevedono una diminuzione dei consumi rispetto allo scorso anno del 15%.

Per questa ragione, il presidente di CODACONS, Carlo Rienzi, dopo avere affermato che "di fronte a dati così drammatici per il commercio, serve un cambiamento radicale", ha rivolto "un appello alle organizzazioni dei commercianti e al Governo", affinché "aprano finalmente la strada alla liberalizzazione dei saldi, unica misura in grado di far ripartire gli acquisti e dare ossigeno al settore del commercio", e ha proposto di iniziare la stagione degli sconti "prima del 25 dicembre".

Non si sa se a fronte del deludente esordio dello shopping natalizio dello scorso 8 dicembre (il 7, Sant'Ambrogio, a Milano) l'ipotesi sarà già presa in considerazione per quest'anno, quello che è certo, comunque, è che "il sistema attuale dei saldi è un sistema colabrodo che non ha più ragione di essere", come scrive in una nota ufficiale, in risposta alle affermazioni di Borghi, il Segretario Generale Adiconsum, Pietro Giordano. Secondo quest'ultimo, infatti, "esso necessita di una revisione legislativa che liberalizzi la corretta competizione tra i commercianti. Ciò favorirà la qualità dei prodotti e del servizio di questi ultimi e porterà benefici anche al consumatore che così potrà scegliere prodotti di qualità a prezzi competitivi".

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