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Saldi estivi 2015: il calendario e i consigli delle associazioni dei consumatori

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A fine giugno inizia un conto alla rovescia. E non è solo quello per le ferie. Le fashion addict, infatti, si preparano a scaldare i motori per la corsa ai saldi. Tra pochi giorni inizierà in tutta Italia l’assalto alle vetrine (o almeno così sperano i commercianti): il 3 luglio toccherà a Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, tutte le altre regioni daranno fuoco alle polveri il 4 luglio.

In realtà, molti esercizi già in questi giorni stanno praticando degli sconti. La qual cosa non piace affatto all’Adiconsum. Il presidente Gianni Curcio ha infatti dichiarato: “I saldi, così come sono ora, non hanno più senso di esistere. La normativa viene disattesa dagli stessi commercianti che, attraverso comunicazioni personalizzate sms/mail, promuovono i pre-saldi ai clienti più affezionati, mettendo loro a disposizione la merce migliore e i capi con tutte le taglie, creando in tal modo una discriminazione tra gli acquirenti”.

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Per questo motivo è bene fare attenzione ad alcuni particolari. L’associazione di consumatori, infatti, consiglia di verificare i prezzi una settimana prima dell’inizio ufficiale delle svendite, fare attenzione a percentuali eccessivamente elevate e diffidare dai cartellini che riportano un importo scritto a penna senza il prezzo originale.

È bene sapere, inoltre, che il consumatore, anche in tempo di svendite, ha diritto alla riparazione o alla sostituzione di un capo laddove la riparazione risulti impossibile, troppo complicata o eccessivamente costosa; ha diritto, sempre in caso di merce danneggiata, alla restituzione del bene e della somma pagata (perciò è importante conservare lo scontrino fino a quando si è certi che quel capo non verrà restituito). Tra l’altro, i negozi che danno la possibilità di pagare con carta di credito e bancomat, esponendo abitualmente i loghi in vetrina, sono tenuti ad accettare lo stesso tipo di pagamento anche durante i saldi.

Sul sito dell’associazione dei consumatori, poi, si legge chiaramente: “Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi, rivolgetevi alla polizia municipale e segnalate il caso alle sedi territoriali Adiconsum (indirizzi su www.adiconsum.it) o al gruppo Facebook SOS SALDI”.

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