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New York Fashion Week 2013, il meglio e il peggio: da Desigual a Victoria Beckham

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Silvia Artana

La New York Fashion Week è partita, ma nonostante quattro intensi giorni di sfilate al momento non si registra nessun "boom" o "sboom": la settimana della moda americana, infatti, sembra indulgere all'aurea mediocritas, con tutti o quasi i nomi più attesi che pur non deludendo non hanno neppure lasciato il segno. Un "nessuna nuova, buone nuove", scosso solo dalle collezioni di Desigual e Diane Von Furstenberg, che all'insegna del colore la prima e dell'eleganza la seconda hanno portato (finalmente) un po' di brio in passerella.

New York Fashion Week 2013, le foto delle sfilate

Per il brand spagnolo è stato un esordio assoluto, ma se emozione c'era per il debutto, di certo è stata ben mascherata da una sfilata coinvolgente, allegra, vivace e ricca di spunti interessanti. Descritta dal Ceo Manel Jadraque come "più sobria e sofisticata" di quelle passate, la nuova collezione PE 2014 non è priva degli stilemi classici di Desigual, aggiungendovi però uno stile "molto Provenza, molto Saint Tropez anni 70", per quello che Jadraque ha definito un mood "praticamente alla Christian Lacroix". E in effetti, la mano dello stilista è ben visibile e dà a tutti gli effetti vita "al nuovo Desigual: più chic, più calmo, un po' vintage". La svolta ha convinto gli addetti ai lavori: bisognerà attendere ora il 'verdetto' del pubblico, non solo quello affezionato europeo, ma anche quello nuovo e ambitissimo d'oltreoceno.

New York Fashion Week 2013: il calendario completo di sfilate ed eventi

Per quanto riguarda Diane Von Furstenberg, la signora della moda ancora una volta non ha deluso le aspettative, dimostrando di essere più che al passo con i tempi uno avanti. Attesa da un parterre di stelle, tra cui Jessica Alba, il frontman dei Red Hot Chili Pepper Anthony Kiedis e l'ereditiera- prezzemolina Paris Hilton, la collezione PE 2014 by Von Furstenberg ha portato in passerella "donne femminili, sicure di sè e decisamente forti", come scrive The Daily Beast, dai look ispirati alle oasi del deserto. Pezzi clou della sfilata una jumpsuit zebrata, gli abiti in jersey con stampa di un panorama di dune, una serie di morbidi vestiti a tunica in colori accesi dai suggestivi nomi di Chili pepper e Aztec blue e... Naomi Campbell. La Venere Nera è infatti comparsa a sorpresa in passerella, scatenando l'entusiasmo del pubblico e sancendo il successo di Diane Von Furstenberg, che si è resa così perfetta interprete della filosofia della sua nuova collezione: "Ogni donna è un'isola per se stessa".

Tra i nomi più attesi che non sono riusciti a lasciare il segno, pur non 'floppando', si registrano invece quelli di Victoria Beckham e Alexander Wang. In prima fila nel parterre della sfilata dell'ex Posh Spice c'erano - oltre al marito David e alla figlia Harper - la temibilissima stylist Rachel Zoe e soprattutto la direttrice di Vogue America, Anna Wintour, ma alla fine la collezione PE 2014 di 'Vicky' è stata meno spettacolare di quanto ci si aspettava. Fedeli al minimalismo e all'ispirazione geometrica che rappresentano gli stilemi del brand, le giacche strutturate e sportive, le camicie bottom-up e i pantaloni tagliati al polpaccio, impreziositi da dettagli iper-femminili, come pepli da legare in vita di chiffon, non hanno impressionato, anche se eleganti e dalla grande portabilità. Alla signora Beckham va un "brava, ma può fare di meglio", che probabilmente non era quello che Victoria si aspettava e che con la bici rubatale (!) mentre sfilava rende non esattamente un trionfo la sua New York Fashion Week.

E in fatto di successi mancati, sale sulla barca dell'ex Posh Spice pure il talentuoso e osannatissimo Alexander Wang. Lo stilista, ora anche direttore creativo di Balenciaga, ha sfilato in passerella con il suo brand omonimo, scegliendo di ispirarsi agli anni 90 e alla legge del logo. Così, il pezzo forte della collezione è stato un abito in pelle tagliata al laser dove il nome del creativo compariva ovunque. Per il resto, nulla di nuovo sotto il sole: i capi portati in passerella da Wang ripropongono infatti i suoi stilemi classici, soprattutto quell'aria da "mi sono appena alzato" (ma sono elegante in modo innato) che ne ha decretato la fortuna planetaria.

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