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New York Fashion Week 2011: il meglio (e il peggio)

  • LaPresse

Iniziata giovedì 8 settembre, la New York Fashion Week ha compiuto il giro di boa e si avvicina a grandi passi alla sua conclusione, che la vedrà passare il testimone alla Settimana della Moda di Milano. Sulle passerelle si sono alternati stilisti di fama consolidata e giovani emergenti, svelando le tendenze della prossima P/E 2012, lanciando nuovi trend e incappando anche, purtroppo, in qualche caduta di stile.

Le gemelle Olsen direttori creativi di Superga

Tra i 'veterani' hanno raccolto applausi le collezioni Marc by Marc Jacobs, DKNY, Derek Lam, Vera Wang, Jenny Packman, Victoria Beckham e Thakoon. Le creazioni della linea giovane di Jacobs sono state in assoluto tra le più apprezzate per il loro design essenziale (quasi basico), insieme ai capi asciutti di DKNY e agli elegantissimi abbinamenti creati da Victoria Beckham.

Tra le 'speranze', promosse con riserva le sorelle Mulberry di Rodarte, che hanno proposto una collezione interamente ispirata ai quadri più famosi di Van Gogh. 'Notte stellata' e 'I girasoli' sono opere d'arte eccezionali e bellissime, ma l'effetto stampa su un vestito è quantomeno discutibile. Apprezzata comunque l'idea, la realizzazione e, perché no, lo spirito 'naif' della linea. Critica perplessa, invece, dalla collezione gotica del marchio Abbey Dawn di Avril Lavigne, mentre come sempre grandi consensi per le sorelle Olsen e il lusso elegante del loro brand The Row.

Tendenza principe della prossima bella stagione sarà invece il colore (finalmente): nessuno stilista - famoso o wannabe - si è dimenticato di inserire almeno un capo o un dettaglio in una tonalità satura, accesa e brillante. E tra tutte in particolare spicca l'arancione: vera protagonista dell'estate, questa tinta ha letteralmente illuminato le passerelle, proposta tanto in una versione total che in una più discreta fatta di inserti, cuciture e bottoni.

Rachel Zoe: testimonial e stilista di una propria linea

E last but not least, un paio di flop. In primis quello della stylist più amata dai divi di Hollywood, Rachel Zoe. Dispiace dirlo, ma l'ottimo gusto nell'abbinare le creazioni di altri non basta per diventare un designer di moda. La collezione presentata è sembrata infatti una copia low cost - in stile H&M, Zara, Stradivarius e via dicendo - dei capi proposti nelle altre sfilate. E poi pollice verso per la linea presentata da Betsey Johnson: cacofonica e senza capo nè coda, ha lasciato tutti senza fiato. Ma non esattamente in senso positivo.

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