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Naomi Campbell Vs Victoria Beckham: non fa sfilare le modelle di colore

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Di Silvia Tozzi

Diversity Coalition, la campagna di Naomi Campbell e Iman (con la ex modella, ora avvocato, Bethann Hardison) per denunciare le case di moda che sulle loro passerelle riducono al minimo, o addirittura non contemplano, le modelle di colore, ha stilato una lista di stilisti da denunciare.

Victoria Beckham in... Victoria Beckham

Tra di essi, anche l'ex Spice Girl Victoria Beckham, fresca di sfilate a New York, che, anche nello show della sua principale collezione, ha fatto sfilare solo modelle bianche, tranne una (che di solito è Nadja). La lista comprende Calvin Klein, Donna Karan, Chanel, Armani, Gucci, Saint Laurent, Roberto Cavalli e Marc Jacobs. Il record lo ha Céline che non ha mai fatto sfilare una modella nera in tutta la sua storia. Per questo, Iman boicotta le sue it-bag. Al New York Fashion week di febbraio solo il 6% dei designers hanno fatto sfilare modelle di colore. La maggior parte degli spot delle passerelle (82.7%) sono stati girati da modelle caucasiche, le ragazze asiatiche sono in crescita (9.1%).

Naomi Campbell presenta la sua 284 Clothing Line

"Non diciamo che sono razzisti. Diciamo che il loro atto" (far sfilare solo una modella di colore) "è razzista". Diversity Coalition chiede una presenza maggiore di modelle di colore sulle passerelle, e a tal fine ha inviato una lettera aperta ai responsabili delle kermesse di moda più importanti tra New York, Milano, Parigi e Londra, sottolineando che il risultato che si vede sulle passerelle è inevitabilmente razzista. Se sei brava, dovresti lavorare, dicono le tre, mentre pare si lavori solo se si è anche del colore giusto.

Chanel Iman per H&M

Naomi, in coincidenza con la London Fashion Week, ha ribadito il suo appello: "Quello che chiediamo è che le scelte vengano fatte sulla base del talento e della bellezza e non sul colore della pelle". Il messaggio di non far sfilare ragazze colorate è anche che "se sei di colore non sei abbastanza bella", ha aggiunto Iman alla CNN, il che è se possibile ancor più grave della impossibilità di lavorare. La signora Bowie, Iman, spiega che negli anni '70 c'erano più modelle di colore attive che adesso. Per questo, a suo avviso, "c'è qualcosa di sbagliato nell'industria di moda: è arrogante ed ignorante. E' pigra". Ci sono anche stilisti che danno un messaggio positivo: tra essi Diane von Furstenberg e Tom Ford (che sceglie lui stesso le modelle, di cui è stato detto: "Ha la diversità perché vede la bellezza nella diversità").

Naomi Campbell, Iman e Liya Kebede sulla cover di Essence

Carole White, agente della Campbell per 17 anni, spiega che, a suo avviso, "si ha la sensazione che le ragazze di colore non vendano i prodotti. Certo, è una concezione anni '50. Ci sono però più prodotti per bionde con gli occhi blu che per altre donne". La stessa White gestisce solo 13 modelle di colore su 300. “Sulle ragazze nere c'è più critica, devono essere più belle e voluttuose, in pratica perfette, quindi costano di più".

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