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Max Mara e Renzo Piano creano la Whitney Bag, la borsa che celebra l'architettura

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In occasione dell'apertura del Whitney Museum of American Art di Renzo Piano, Max Mara si è unito ai festeggiamenti pensando a una borsa celebrativa che unisse la moda all'arte dell'architettura. Nasce così la Whitney Bag, figlia dello sforzo creativo dello stilista e dell'architetto che hanno voluto donare a questo nuovo edificio un'accessorio speciale legato alla sua memoria.

Louis Vuitton, borse primavera-estate 2015

La Whitney Bag ideata da Max Mara e Renzo Piano è realizzata totalmente in pelle di color bianco ghiaccio e ha una linea molto classica che strizza l'occhio agli anni cinquanta con i suoi manici corti e la forma trapezoidale. Nella sua estrema classicità questo accessorio è da vere amanti della moda e dei pezzi unici, infatti della Whitney Bag ne esistono solo 250 pezzi numerati e ognuno di essi costa 1.700 dollari. La borsa viene venduta sia online che all'interno del museo che essa stessa celebra, naturalmente tutti i 250 pezzi sono finiti nell'istante in cui sono stati messi in vendita.

Il direttore creativo di Max Mara, Ian Griffiths al lancio della loro Whitney Bag ha dichiarato: “Abbiamo progettato una sola borsa! È stato un grande incontro di menti. Eravamo un po' come un treno sullo stesso binario”, aggiungendo, “Abbiamo voluto che la borsa riflettesse l'aspetto visivo del museo stesso. Abbiamo quindi deciso che il progetto principale sarebbe stato lo stesso guscio dell'edificio, c'erano tutti i tipi di sfide di progettazione e tecniche, la nostra visione e la visione del Rendo Piano Building Workshop erano totalmente sinonimi. In nessun momento c'è stato il rischio di disfare le idee, e questo è il risultato”.

Per quanto riguarda il progetto della borsa e l'esperienza da stilista di Renzo Piano, l'architetto dice di essersi divertito ma che non proverà mai più niente del genere. Il suo nuovo lavoro, il Whitney Museum of American Art, è il nuovo gioiello d'architettura che Piano ha pensato appositamente per la città di New York. All'inaugurazione Piano ha detto: “Un edificio è come un albero, come una foresta: cresce lentamente e poi rimane per secoli”, un'affermazione che si lega con la sua volontà di accordare le linee del suo edificio in modo armonioso che le altre che lo circondano.

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