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Per le donne Hermès è il Luxury Brand 2011

Sapevate che esiste una classifica aggiornata ogni anno che "valuta" la reputazione dei marchi di lusso? L'idea è tutta americana: il Luxury Institute di New York infatti studia il comportanto dei più ricchi consumatori americani e la loro attitudine alla "best practice" quando fanno acquisti per stilare il "Luxury brands status index". Ovviamente l'Istituto si occupa anche di altro, tra cui primariamente la consulenza globale alle imprese che operano nel settore del lusso, ma l'"indice" - come lo chiamano gli analisti - è atteso sempre con una certa trepidazione dagli alti livelli dei più importanti marchi del fashion system.

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Se per noi normali consumatori infatti la classifica è più che altro una curiosità, per i dirigenti del gotha dei luxury brands ha un valore quasi "divino" perché esprime il pensiero e le preferenze dei loro principali clienti: in base al posizionamento annuale le aziende preparano le campagne strategiche e di marketing e apportano "correzioni" laddove il sistema avesse manifestato falle o mancanze. Insomma, una valutazione allo stesso tempo desiderata e temutissima.

Ma com'è andata quest'anno? I dati del rapporto dicono che, in fatto di abbigliamento donna, il vincitore è Hermès, con un punteggio di 7.72, tallonato da vicino da Prada (7.70) e Louis Vuitton (7.58). Per l'uomo invece a farla da padrone è lo stiloso Brioni con 7.66, seguito a distanza da Ferragamo (7.48) ed Ermenegildo Zegna (7.47). A sorpresa, per le women shoes si aggiudica il primo posto Versace (8.06), con Christian Louboutin (8.04) e Valentino (7.98) rispettivamente secondo e terzo.

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Una classifica che, come spiegato dallo stesso Luxury Institute, è stata stilata prendendo in considerazione un campione di uomini e donne con un reddito medio annuo di 271mila dollari e un patrimonio - se comprensivo degli immobili o meno, non si sa - di 2,4 milioni. Insomma, Paperoni in erba ma con un propensione al consumo ben diversa da quella del parsimoniosissimo papero: gli intervistati hanno infatti dovuto rispondere a una serie di domanda su qualità, esclusività e valorizzazione dei singoli luxury brands e sulla capacità, da parte di questi ultimi, di creare eventi shopping "speciali" ed esperienza di appartenenza. E ovviamente hanno tutti dimostrato di conoscere benissimo la materia.

Foto: luxuryinstitute.com

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