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Louis Vuitton, video scandalo con modelle come prostitute: esplode la polemica

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Sta facendo molto discutere in questi giorni l'ultima trovata promozionale di Louis Vuitton, che per presentare un'anticipazione della nuova collezione AI 2013 ha commissionato alla rivista Love un video dove alcune tra le modelle più famose del momento sono dipinte come prostitute. Cara Delevingne, Georgia May Jagger, Isabeli Fontana ed Edie Campbell sono ritratte infatti mentre in abiti succinti e trasparenti e con disordinate parrucche in testa si aggirano per la Rue du Pont Neuf, a Parigi, abbordando auto ed esercitando inequivocabilmente la più antica professione del mondo.

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Girato dal regista James Lima, il corto è stato realizzato sotto la supervisione del'editor in chief di Love, Katie Grand, e del direttore artistico di Louis Vuitton, Marc Jacobs, che compare anche vestito con un pigiama rosso. L'intento dello short film, infatti, è quello di creare attesa intorno al lancio della nuova collezione AI 2013 di Louis Vuitton e così, insieme agli spezzoni dove si vedono le modelle-prostitute, sono montate anche immagini delle recenti sfilate della maison e, per l'appunto, del suo stylist in chief, Marc Jacobs.

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Tuttavia, come era abbastanza logico immaginare, la scelta di rappresentare le top come donne di strada ha fatto infuriare l'opinione pubblica, che si è mossa a più livelli per ottenere il ritiro del filmato. Un importante avvocato francese, Dominique Attias, ha infatti scritto una lettera al quotidiano Liberation definendo il corto "una rappresentazione estremamente scioccante" dell'universo femminile, mentre la Scelles Foundation, che si batte contro lo sfruttamento sessuale, ha accusato Louis Vuitton "di assimilare il lusso alla seconda attività criminale più redditizia dopo il traffico di droga". Durissima anche la presa di posizione di Femen, che ha sottolineato come "ancora una volta, il nudo di donna viene utilizzato per parlare di vestiti", e non da meno i commenti degli utenti sotto il video ufficiale caricato su YouTube.

"L'industria della moda si sta finalmente rendendo conto che mostra cadaveri anziché donne?", chiede un utente, mentre un altro con sagacia scrive: "Forse, il messaggio è che per permettersi degli abiti di Louis Vuitton si deve essere o indecentemente ricchi oppure escort".

Resta il fatto che il video ha ottenuto il risultato di creare un'enorme attenzione mediatica intorno alla nuova collezione AI 2013 di Louis Vuitton, utilizzando il distorto concetto del "purché se ne parli". Tuttavia questo non toglie che lo short film di Lima è oggettivamente di cattivo gusto, perché non fa denuncia sociale, ma (in un incredibile avvitamento di concetti) sfrutta il fenomeno dello sfruttamento sessuale per far parlare di un marchio e di una collezione di abiti di lusso, avvilendo in modo ingiustificabile l'immagine del suo principale target, ovvero le donne.


Il video scandalo di James Lima per Louis Vuitton AI 2013

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