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Londra, dice no alle diete da fame: la petizione della modella finisce in Parlamento

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Per fare certi mestieri ci vogliono i numeri giusti e il mondo della moda, si sa, gira intorno a taglie che farebbero impallidire il girovita di Barbie. Sulle passerelle sfilano, in media, taglie 36. Un ideale di donna irraggiungibile ma che, tuttavia, non vince in femminilità. Soprattutto da quando le curvy hanno iniziato la rimonta.

Il fashion system ha fatto spazio alle forme, nonostante, spesso, i media contribuiscano a dare un’idea distorta di certe realtà andando a finire nell’esagerazione opposta al punto che evidenti obesità (e l’obesità è una vera patologia) vengono fatte passare per silhouette oversize. Ma la virtus, e la salute, stanno nel mezzo e c’è, finalmente, chi cerca di fare luce all’incrocio magrezza-anoressia.

E anche chi da sempre lavora sul proprio fisico per rispondere ai canoni richiesti dalle agenzie, adesso dice no. E così, si moltiplicano, negli ultimi tempi, le denunce da parte di ragazze che, seppur magrissime (siamo nell’ordine di taglie 38), vengono chiaramente invitate a seguire regimi alimentari al limite del digiuno e, morsi della fame a parte, oggettivamente dannosi per la salute.

La modella si fa togliere 6 costole, girovita da record

È il caso di Rosalie Nelson, 23enne australiana, modella sui catwalk londinesi. La ragazza si è fatta promotrice di una petizione on line contro le agenzie che spingono a diete filo-scheletriche raccogliendo 100mila firme: “Al casting mi hanno detto che tutto andava bene tranne il peso”, ha raccontato Rosalie, 58 chili per 1 metro e 78 cm.

Lo scandalo è finito alla Camera dei Comuni britannica dove i deputati hanno stilato una serie di audizioni per discutere del problema. A giorni, inoltre, la petizione di Rosalie sarà consegnata direttamente nelle mani del primo ministro inglese, David Cameron. Intanto, se ne dibatte nella commissione parlamentare bipartisan riunita per l’occasione e presieduta dalla conservatrice Caroline Nokes: “Mi fa molto piacere che questa petizione abbia avuto successo, è una chiara dimostrazione della determinazione dell'opinione pubblica ed è un chiaro mandato a lavorare per cambiare”, ha dichiarato la deputata.

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