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Laura Boldrini: "Miss Italia? No della Rai scelta moderna e civile"

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Silvia Artana

Laura Boldrini interviene a gamba tesa su Miss Italia, con un giudizio che farà inevitabilmente discutere. La Presidente della Camera, durante un convegno alla Camera del Lavoro di Milano sulla violenza contro le donne, ha infatti definito una "scelta moderna e civile" quella della Rai di non trasmettere lo storico concorso di bellezza, auspicando che il "no" del servizio pubblico "faccia da calamita a tutte le altre tv e network".

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"Spero che ragazze italiane possano avere, per farsi apprezzare, altre possibilità anche televisive che non quella di sfilare numerate", ha dichiarato Boldrini, ampliando quindi la sua riflessione più in generale all'immagine della donna in pubblicità e definendo quella imperante nel Belpaese "una nostra negativa anomalia". "In giro per l'Europa non è abituale usare donne seminude per vendere yogurt, televisori, valigie. Così come sarebbe difficile vedere in onda uno spot in cui papà e bambini stanno seduti a tavola mentre la mamma in piedi serve tutti", ha affermato la Presidente della Camera.

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Una posizione che per quanto condivisibile per molti aspetti, per tanti altri suona invece - purtroppo - qualunquista e per tale ragione tutt'altro che da portare ad esempio. Intanto la pubblicità (con tutti gli annessi e connessi del caso) e i concorsi di bellezza sono due mondi diversi e buttarli insieme nello stesso calderone significa, se non poca conoscenza della materia, una semplificazione che di certo non fa bene all'argomento, ma soprattutto finisce col trasformare una discussione ben più seria e grave - il ruolo della donna nella società - in un discorso superficiale.

"Solo il 2% in tv esprime pareri, parla. Il resto è muto, a volte svestito", ha detto Boldrini e se in linea teorica la sua osservazione è vera (anche se non si sa da dove arrivi il dato percentuale e dunque se sia attendibile o no, magari è anche di più, per dire), per ricalcare le parole del Presidente della Camera, prendersela con Miss Italia non è moderno.

Di sicuro le ragazze italiane "hanno altri talenti" per farsi apprezzare anche in tv e di sicuro il format di Miss Italia - permeato di buonismo nazionalpopolare - ha dei limiti oggettivi, tuttavia la kermesse gestita da anni dalla famiglia Mirigliani è probabilmente una delle rappresentazioni meno becere del corpo della donna in Italia. E' un concorso di bellezza, d'accordo, e senza dubbio c'è chi lo trova triste, inutile e anacronistico e chi, invece, lo vive come un sogno, un obiettivo, ma da che mondo è mondo è così: ci sono donne che puntano forte sulla personalità e altre sull'aspetto fisico, ma sono sempre di più quelle che mettono insieme entrambe le cose.

Esprimere "apprezzamento alla presidente Tarantola" per aver eliminato Miss Italia significa in qualche modo giudicare negativamente tutte quelle ragazze che decidono di giocarsi la carta dell'avvenenza e, allo stesso tempo, confermare il trito binomio "bella e stupida". Una posizione decisamente superata e pure un po' ipocrita in una società dell'apparenza come quella odierna, ma soprattutto un giudizio affrettato e 'tagliato con l'accetta': l'argomento è infatti decisamente più complesso e non si risolve certo stigmatizzando Miss Italia (e, tra l'altro, dando alla gara un valore sociale che non ha e non ha mai chiesto di avere).

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