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Hermes sforna 'Petit h', il marchio ecofriendly

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Oggetti e accessori realizzati con materiali out, riciclati, scartati. Stoffe, tessuti recuperati da pezzi di design e di alta moda. Nasce il marchio 'petit h', una costola ben navigata della storica maison Hermès, affidato al talento creativo, alla sensibilità eccentrica del direttore artistico Pascale Mussard, appartenente alla sesta generazione della famiglia. Una virata eco-responsabile, eco-sostenibile per il celebre marchio francese? Risponde, in una intervista al settimanale 'Point de vue', Pascale Mussard. ''In oltre trent'anni di lavoro ho visto sfilare 'chez Hermès' prototipi, disegni, schizzi, materiali straordinari. Ho deciso, dopo qualche tempo, di fermarmi semplicemente per riflettere sulla parola 'perfezione'''. ''Spesso, infatti - ha spiegato - l'imperfezione è il punto di partenza di scoperte meravigliose e inaspettate''. Sulla neo griffe la stilista francese ha idee molto chiare e obiettivi precisi. ''Petit h' è un oggetto pratico, funzionale, assolutamente unico. Soprattutto deve essere rielaborato da creazioni della maison che sono state scartate, messe da parte, sacrificate''. ''Amo lavorare con giovani creatori e ho sempre ottenuto l'avallo dei 'vecchi' - ha confessato Pascale Mussard- Il gran rifiuto è accaduto solo una volta''. Eppure il nuovo marchio 'petit h', si iscrive appieno nel percorso della storica maison, nata nel 1837 per volere di Thierry Hermès. Una bottega, nel popolare quartiere di rue Saint-Honoré, che offriva briglie, bordature e finimenti per cavalli trasformatasi poi in un atelier per la realizzazione di orologi, bracciali, cinture. ''Le prime agende, per esempio - ha ricordato ancora Pascale Mussard nell'intervista al settimanale francese 'Point de vue' - sono state create utilizzando la parte interna delle bisacce. In fondo Hermès ha sempre saputo mixare creatività, fantasia, perfezione estrema''. Ineccepibile, impeccabile. Oltre 1000 pièce in agenda per 'petit h'. Vanno dai 40 euro per una cartolina in pelle ai 55mila, l'equivalente di una Birkin in coccodrillo. Si può scegliere tra una rosa di oggetti domestici, lampadari, abat-jour rivistiti con i tradizionali foulard Hermès, collier in pelle (gli scarti delle 'Kelly'), parure realizzate con lacche e corno, ma anche tazze, teiere, bicchieri, animali giganti. Fonte di ispirazione per le creazioni 'petit h' la nonna di Pascale Mussard, Aline Hermès, donna altera, sofisticata, brillante anche nell'ispirazione delle mise, uno degli zii del direttore artistico della griffe Jean Louis Dumas, per la sua ostinazione, per il suo rifiuto ad ogni tipo di sperimentazione. Strada vincente, invece, per Pascale Mussard, percorso tutto in salita per 'petit h'. ''Siamo ancora una griffe 'nomade', senza alcuna residenza stabile -ha spiegato la Moussard- Una griffe vagabonda con un'anima gitana. Per il momento siamo una piccola equipe. Pochi artigiani. Bisogna ancora crescere. Ci vorrà del tempo per essere ovunque. Anche in quei luoghi dove i nostri clienti, forse ancora, non sospettano il nostro arrivo''

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