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Henry Gidel racconta la vita di Coco Chanel

"Certa gente pensa che il lusso sia il contrario della povertà. Non lo è. E' il contrario della volgarità" affermava Gabrielle Bonheur Chanel, per tutti Coco, durante una intervista per il Time. Da molti considerata una frase ad effetto per illudere e gratificare tutti coloro che non potevano comprare le costosissime creazioni del suo atelier, la storia personale e il successo della grande stilista ne dimostrano però tutta l'innegabile concretezza e veridicità.(guarda le foto)

Proveniente da un'umile famiglia e rimasta orfana a soli dodici anni, iniziò a cucire ai tempi del collegio, per poi affacciarsi timidamente nel mondo della moda come disegnatrice di quei cappelli che presto diventarono il dettaglio distintivo del suo stile. La sua ascesa, costellata di successi come il mitico profumo Chanel n.5, l'intramontabile tailleur, le bigiotterie e gli accessori gioiello a contrasto di uno stile basic e minimalista, la scarpa bicolore, il tubino nero, sono però solo la parte pubblica e manifesta di un'esistenza difficile e piena di altrettante delusioni che lo scrittore Henry Gilde svela nel suo nuovo libro "Coco Chanel-La biografia".

Un viaggio di 416 pagine nella storia di una donna simbolo di emancipazione, creatività, modernità e ingegno il cui nome è oggi sinonimo di classe, eleganza, raffinatezza, ma più che altro di un modo di essere e di mostrarsi completo e sfaccettato non a caso definito il "total look Chanel".

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