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I gioielli segreti di Fernanda Pivano

Meravigliosa Fernanda Pivano. La ragazza genovese che ha fatto conoscere in Italia i grandi della letteratura d'oltreoceano come Francis Scott Fitzgerald, Jack Kerouac, William Burroughs e che fu anche arrestata per la sua traduzione di "Addio alle armi" di Ernest Hemingway, non era solo un'appassionata donna di cultura ma anche una persona curiosa, attratta dal bello e dall'insolito.

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Non stupisce pertanto scoprire che la sua passione per i gioielli - termine che lei non utilizzava mai perché "borghese" e poco adatto a descrivere il suo amore per l'arte, in qualsiasi forma essa si presentasse - oggi è raccontata nella mostra "Fernanda Pivano. Viaggi, cose e persone", allestita presso la Galleria del Credito valtellinese a Milano

Il primo pezzo "un cilindretto di chicchi gialli, rossi e blu, legati a due pezzetti di cuoio e a un'unghia di coniglio" risale al 19 aprile 1965 e arriva da Santa Fe, in New Mexico. La giovane Fernanda lo scambia con un sacchetto di marshmellowes e da allora non smette più di collezionare quelle memorie tangibili di luoghi e sensazioni che hanno ordito il tessuto della sua esistenza. Una passione che la fa anche scopritrice e precorritrice di mode, come quella per i bijoux in plastica di Paco Rabanne ed Ettore Sottsass che a un certo punto imperversa nella Milano bene degli anni 60.

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Tuttavia Fernanda Pivano, coerente con le sue idee e il suo modo di vivere, non ha mai sfoggiato i gioielli che amava collezionare. Gli amici la ricordano con tre semplici anelli di argento e una grande intelligenza e passione ad accenderle lo sguardo e illuminarne il volto.

Foto: fernandapivano.it

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