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Elisa D'Ospina ad Excite: 'La gente vuole indossare i capi, non guardarli'

Modella curvy, giornalista de Il fatto Quotidiano e autrice di un libro che mette tra le pagine una filosofia di vita che sa di accettazione. Elisa D’Ospina ci racconta la moda, l’amore per la scrittura e le lettere dei suoi fan. Se il fashion system continua ad imporre certi canoni e tira dritto sulla strada degli eccessi, le curvy si fanno spazio e svoltano all’angolo di una femminilità che non si misura in taglie. Vogliamoci bene e, se la bellezza è un enigma, come scriveva Dostoevskij, inutile interrogarsi su incognite a forma S, M o L. In un’epoca smart dove l’immagine è servita su un piatto da fast food, la risposta migliore che possiamo dare alle forme è, innanzitutto, la salute.

Non amiamo le etichette ma cerchiamo di dare una definizione di curvy

Curvy è una donna con forme proporzionate e in salute.

Non credi che nel mondo della moda e della comunicazione si faccia molta confusione? Una palese obesità viene definita curvy, quando invece è una malattia da non sottovalutare

Questa cosa mi fa molto arrabbiare. Ho portato il termine curvy in Italia perché trovavo imbarazzante che donne alte 180 cm con taglia 44/46 fossero definite "taglie forti" nella moda. Complici i media, il significato di curvy si è perso e ora chiunque ha una costituzione diversa dal "magro" è comunque curvy, sia essa formosa o obesa. Questa cosa non va bene. Come si cerca di evitare messaggi fuorvianti in termini di magrezza, bisogna altrettanto impegnarsi verso il senso opposto.

Elisa D'Ospina, modella curvy: guarda le foto

Cosa pensi della polemica contro la “dieta liquida” degli angeli di Victoria’s Secret?

Trovo imbarazzante il fatto che vengano date certe informazioni. Le modelle di Victoria's Secret sono delle top model seguite dalle più grandi agenzie e mi auguro che in questo tipo di diete vengano supervisionate da nutrizionisti. Se così non fosse, la moda sta rovinando per i suoi canoni assurdi migliaia di ragazze.

Il tuo lavoro coniuga bellezza e comunicazione. Quando hai iniziato a studiare e a sfilare cosa avevi in mente?

Pochi sanno che io ho iniziato a scrivere nel 1999. Da grande ho sempre voluto fare la giornalista. La moda l'ho incontrata tardi, solo 8 anni dopo quindi ho cercato di abbinare quello che stavo facendo a un messaggio importante per le donne: vogliamoci bene. La mia fisicità è stato veicolo e lo è tutt'oggi di questo messaggio. Come ripeto sempre: la bellezza non è una questione di taglia.

Come sei approdata alle pagine de Il Fatto Quotidiano?

Mi hanno cercato loro perché sapevano le tematiche di cui mi occupo. Sono felice di collaborare.

Alcuni brand stanno lanciando la moda curvy per lui

Gli uomini curvy sono sempre esistiti, basti pensare a quelli con la pancetta o le spalle più robuste abbinate ad una costituzione importante. La moda deve vestire, quindi se questo è l'obiettivo deve prendere in considerazione tutte le fisicità.

Pensi davvero che sia in corso una rivoluzione o le collezioni e le modelle 38 resteranno lo standard e le curvy una storia a parte?

Io penso che ci sia maggiore consapevolezza nell'utente finale. Mi scrivono quotidianamente decine e decine di ragazze, donne, uomini segnalandomi sfilate con ragazze molto magre, pubblicità sessiste, collezioni che non arrivano alle volte nemmeno a una 46. Questo vuol dire che abbiamo smosso qualcosa. Se le cose non cambiano chi ci rimetterà saranno solo i titolari stessi dei brand. La gente vuole indossare i capi, non guardarli.

La soddisfazione più bella nel tuo lavoro?

Sicuramente le lettere che mi scrivono le giovani. Mi raccontano che dopo aver letto il mio libro "Una vita tutta curve" edito da Giunti editore si sentono più forti. In quel libro ho raccontato me stessa, la mia infanzia, non è stato facile per me scriverlo. Oggi però sono contenta di averlo fatto. Poi per quanto riguarda la scrittura più di una persona mi ha detto che ritrova un po' di Alda Merini in me. È la poetessa che amo più al mondo e ho il rimpianto di non averla conosciuta quando mi si è presentata l'occasione.

Cosa ti chiedono solitamente i fan?

Tantissime cose, la cosa più bella è il rapporto nei social che si è creato: per molti sono un'amica alla quale confidare la loro vita, quindi mi scrivono lettere lunghissime. Poi non mancano i consigli di look, consigli amorosi-sessuali, fino a cose più serie come dove e come iniziare una cura per i disturbi alimentari.

Progetti per il futuro?

Vivo giorno per giorno, comunque nel mio futuro spero la che scrittura sia sempre la protagonista assoluta.

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