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Elio Fiorucci compie 80 anni: la moda Made in Italy nel segno del pop

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Dal negozio di pantofole di famiglia, Elio Fiorucci ne ha fatta di strada. Anzi. Ha fatto le scarpe a chi, negli anni Sessanta, guardava con diffidenza alle sue idee. Il guro della moda Made in Italy oggi, 10 giugno, soffia su 80 candeline: una vita costellata di successi e bandierine piantate da pioniere nel segno del pop.

Era il 1962 quando Fiorucci propone ad “Amica” di pubblicare le immagini delle sue galoche multicolor insieme all’indirizzo del negozio. Inaspettatamente, la rivista piazza le foto in copertina. Il successo è immediato ed è solo l’inizio. Nei suoi occhi c’è Londra: quel mondo anglosassone lo affascina, i trend che nascono dalla strada lo conquistanoe le atmosfere di Portobello Road finiscono nel suo estro. Così, cominciano a prendere forme i suoi marchi di fabbrica e, nel negozio di San Babila a Milano, arrivano i jeans stretch, le scarpe colorate, le giacchine corte e i tanga.

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Con i Seventies gli angioletti ideati da Italo Lupi fanno rotta sulle t-shirt firmate Fiorucci diventando logo-icona del brand. Sono gli anni in cui Madonna sgomita nello studio 54, gli anni della vibrante New York, gli anni in cui l’estetica si tinge di nuovi colori con il genio del pop Andy Warhol. Fiorucci e Warhol diventano grandi amici al punto che l’americano sceglie la vetrina del negozio di Fiorucci per il lancio della sua rivista “Interview”.

Con gli anni Ottanta arrivano le celebri collaborazioni del marchio con aziende come la Du Pont (“mamma” della Lycra che entra immediatamente nelle creazioni Fiorucci) e artisti del tempo. Nell’84, infatti, Keith Haring “graffia” con bombolette spray l’arredamento dello store di Galleria Passarella che abbasserà la saracinesca nel 2003 quando il negozio verrà ceduto ad H&M (in realtà, le redini dell’azienda erano state cedute già nel ’90 ad una società giapponese).

Ma l’impegno del designer italiano non si arresta davanti ad una porta chiusa: Elio Fiorucci, infatti, in quello stesso 2003 lancia “Love Therapy”, la linea di abbigliamento e accessori con i nanetti colorati come logo, e la “Baby Angel” in collaborazione con Ovs. E poi non solo moda. Perché il tempo dello stilista è stato impiegato anche a sostegno di cause animaliste. L’impegno continua e la moda pure, sotto quel segno lasciato e lanciato da un designer pioniere che ha portato in Italia un’ispirazione meravigliosamente pop.

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