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E' morto lo stilista francese Yves Saint Lauren

"Faccio parte di quella che Marcel Proust chiama 'la magnifica e lamentosa famiglia dei nevrotici'" così leggeva nella sua lunga lettera, senza mezzi termini e inibizioni, lo stilista francese Yves Saint Laurent in occasione della magnificente sfilata retrospettiva che chiude la sua carriera nel 2002, quando il suo marchio passa definitivamente sotto l'egida del gruppo Gucci. La sua musa di sempre, Catherine Deneuve, gli dedicava la canzone "La plus belle historie d'amour c'est vous" e il grande maestro, amareggiato ma fiero, deluso da una moda che non era più all'altezza della sua creatività, tormentato da 'quei falsi amici che sono i tranquillanti,le droghe e la prigione della depressione e delle cliniche' salutava un mondo che aveva amato e rispettato fino in fondo, quello stesso mondo che ora è in lutto e costretto una volta per tutte a dirgli addio.

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Nato il 1° agosto ad Orano, in Algeria, da un'aristocratica famiglia originaria dell'Alsazia Lorena, Yves Mathieu Saint Laurent si rivela da subito un enfant prodige, quando già all'età di 17 anni entra nella squadra dell'atelier di Christian Dior, diventando braccio destro del maestro del New Look prima, suo successore poi. Fresco di diploma all'Ecole della chambre syndicale della couture di Parigi, lancia la sua prima collezione 'Trapèze' che frantuma il rigorismo tipico dell'epoca cacciando via dall'abbigliamento femminile l'ormai obsoleto 'vitino da vespa'. Blazer, trench, smoking e giubbotto di pelle sono i capi che Yves Saint Lauren decide di portare dal guardaroba maschile a quello femminile, continuando l'opera di emancipazione e liberazione delle donne già iniziata da Chanel e consacrando uno stile moderno e dinamico, al servizio delle donne, della loro bellezza, ma soprattutto delle loro vite.

Sostituito da Marc Bogan al timone della maison Dior nel 1960 mentre era sotto le armi per il servizio militare dal quale venne riformato per un esaurimento nervoso, al suo ritorno Yves Saint Laurent decide di mettersi in proprio con la preziosa collaborazione del suo grande amico e compagno di vita Pierre Bergè: nasce così il suo primo atelier al numero 30 di rue Spontini e quelle tre iniziali nere, come il colore che ama da sempre, diventano un logo di successo - YSL - che inizia a fare il giro del mondo come sinonimo di eleganza, creatività, buon gusto ed alta moda.

Teatro, storia, arte e letteratura: ogni bacino di creatività e fantasia è fonte di ispirazione per la moda di Yves Saint Laurent che porta in passerella i tubini alla Mondrian, i bolerini di pelo e le gonne di broccato tipiche dei balletti russi per lasciarsi poi ancora contaminare da Van Gogh, Matisse, Picasso e la pop art oltre che dalle influenze culturali dei suoi viaggi esotici. Nel 1970 lancia l'ennesima provocazione posando nudo per il suo profumo 'Homme' e la sua fama continua a crescere tanto che nel 1980 il Metropolitan Museum di New York gli dedica una retrospettiva: Yves Saint Lauren è stato il primo stilista di alta moda al mondo ad ottenere questo riconoscimento.

Continua così la carriera di Yves Saint Lauren fra nuovi trionfi legati a scandali e provocazioni, come il successo del profumo 'Opium' il cui nome già infastidiva i perbenisti, e un lungo e soffocante tormento interiore che lo porta a vendere l'etichetta della griffe al gruppo Gucci nel 1999, dove Tom Ford inizia ad occuparsi del prèt-à-porter, mentre Yves Saint Laurent rimane alla guida dell'haute couture ancora fino al 2002, anno in cui, stimato dai colleghi, dal pubblico e dalla critica, decide di abbandonare l'attività per spegnersi poi prematuramente, all'età di solo 71 anni.

Resta comunque il genio senza tempo di Yves Saint Laurent, uno dei più grandi stilisti del XX secolo e una fantastica Fondazione dove sono conservati i suoi 5 mila abiti e tutti i bozzetti per il teatro da lui realizzati. Venerdì a Parigi si terranno i funerali. Così lo ricordano due illustri e stimati colleghi:

"E' stato un grande, e per me è stato più grande per tanti aspetti. Un grande amico dai tempi in cui studiavamo entrambi a Parigi, e ci vedevamo la sera, al Café de Flore, per iniziare un'interminabile serata di club e allegria...Un grande collega di cui ammiro la fedeltà a uno stile preciso, insuperabile, la sua fantasia interminabile e il suo rispetto per le donne e la bellezza...un grande artista, i cui disegni, gli scritti e il tormento testimoniano le fragilità che purtroppo l'hanno portato a una fine così prematura". Valentino Garavani

"Non voglio ricordare Yves Saint Laurent solo come il più grande vero stilista dei nostri tempi, vorrei piuttosto pensare a lui come lo vidi 20 anni fa, quando lo andai a trovare nella sua casa museo di Marrakesh...Arrivai con mia sorella, su un vecchio pulmino, in t-shirt e bermuda e mi ricordo che questo lo lasciò un po' perplesso poiché lui ci stava ricevendo in un elegante abito gessato doppiopetto. E già dopo mezz'ora mi parlava come se fossi un vecchio amico e nel salutarmi si raccomandò di andarlo a trovare presto". Giorgio Armani

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