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Dolce e Gabbana rispondono al boicottaggio di Elton John: "Siamo in democrazia, non nel Medioevo"

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Non ci stanno a passare per “retrogradi” e respingono al mittente ogni accusa rivolta al loro indirizzo dal popolo dei diritti civili, gli stilisti simbolo del made in Italy nella moda Dolce e Gabbana, finiti nell’occhio del ciclone per la polemica a distanza con Elton John sul delicato tema della fecondazione artificiale.

Elton John lancia il boicottaggio contro Dolce e Gabbana: è guerra con gli stilisti

Sostenitori della prima ora della libertà sessuale, i due creativi dell’outfit di alta classe hanno dovuto difendersi dalle bordate di vip e utenti del web dopo le frasi sulla famiglia tradizionale e sulla genitorialità delle coppie gay che avevano fatto indignare la popstar Elton John scatenando un acceso dibattito su stampa e social network.

In un’intervista all’emittente statunitense CNN, Stefano Gabbana e Domenico Dolce sono tornati sulla spinosa questione dei diritti civili in Italia e nel mondo, con l’intento di precisare una volta per tutte il loro punto di vista in merito alle adozioni gay e alla procreazione assistita dei figli a beneficio delle coppie omosessuali.

(Elton John furioso per le critiche di Dolce e Gabbana alla procreazione assistita: video)

“Ognuno deve poter scegliere quello che vuole” ha affermato uno dei due stilisti al giornalista interessato ad approfondire l’argomento caldo di questi giorni riprendendo il filo della polemica con Elton John e il suo compagno, ma il vero nodo evidentemente risiede nella libertà di scelta per chiunque abbia idee personali sull’uno o sull’altro tema eticamente sensibile: “Questa è democrazia.

In particolare, la concezione “tradizionale” della famiglia secondo Domenico Dolce non può essere considerata appannaggio di conservatori ed eterosessuali, dato che sarebbe “impossibile cambiare la propria cultura per qualcosa di diverso” di fronte a pressioni di qualsiasi genere, “fuoco amico” compreso in questo caso.

Obiettivo non dichiarato della controreplica firmata Dolce e Gabbana al fronte “gay friendly” del #BoycottDolceGabbana, rompere il muro del silenzio per fermare la campagna stampa e web ancora in corso (di stampo medievale per i destinatari) ai danni di un brand di prestigio ma mai come oggi sotto attacco.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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