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Diesel Dirty, scandalo alla Brooklyn Law School

Se c'è una cosa per cui il brand vicentino Diesel è famoso in tutto il mondo, dopo i suoi jeans, sono le sue campagna pubblicitarie: provocatorie, sexy, virali, innovative, di grande impatto. Ma forse a non essersene ancora accorti erano una delle più autorevoli scuole di legge statunitense e il celebre New York Post, visto che andando a leggere il titolo di uno dei suoi ultimi articoli, troviamo ribattezzata Diesel Dirty, la campagna Be Stupid recentemente scattata nella biblioteca della Brooklyn Law School.

Le foto della nuova campagna Diesel 'Dirty' Be Stupid alla Brooklyn Law School

Dirty ovvero 'sporcacciona', senza mezzi termini. Perché invece di immortalare studenti modello in jeans e camicia, magari intenti a leggere libri e a conversare amabilmente sulle fonti del diritto con tanto di occhiali da Nerd, il marchio fondato da Renzo Rosso ha osato spogliare questi ragazzi lasciandoli letteralmente in mutande. Non contento ha tinto quest'intimo di colori sgargianti e lo ha stampato con scritte ironiche e provocatorie alludenti a pseudo-personaggi dei famosi 'giochi di ruolo', facendo poi posare questi ragazzi in atteggiamenti esplicitamente rappresentativi di atti sessuali. Tant'è, non lamentiamoci se poi la stampa etichetta il fashion brand 'Diesel Dirty' e la campagna Be Stupid della Brooklyn Law School diventa uno scandalo per l'opinione pubblica americana.

Oltre ad aver ufficialmente 'scomunicato' questa pubblicità ('E' molto grave quello che è successo, io ci lavoro ogni giorno in quelle scrivanie, utilizzando quei computer'), il decano della scuola, Micheal Gerber ha premurosamente mandato una mail a tutti gli studenti nella quale si professa 'scioccato e mortificato' dalla campagna Diesel Dirty e in cui spiega: 'Quando la scuola ha dato il permesso per fare lo shoot, le era stato assicurato che le foto sarebbero state di buon gusto. Ma non lo sono.' Eppure le immagini di questa nuova Adv Be Stupid non verranno censurate, visto che l'autorevole scuola (sottolineamo 'di legge!') non si è preoccupata di aggiungere al contratto una piccola clausola a garanzia che i ragazzi non si tirassero giù i pantaloni... Eccesso di buona fede o stupidità? O forse tutto questo polverone fa comunque comodo alla Brooklyn Law School, perché in fin dei conti è pur sempre pubblicità?

 (foto © Diesel)

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