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Chiude la Paris Fashion Week 2015: tendenze, in & out visti in passerella

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Sipario calato sulla Paris Fashion Week. Le passerelle della Ville Lumière hanno visto sfilare dal 29 settembre al 7 ottobre le maison di moda internazionale. A luci spente, chiudiamo per un attimo gli occhi e ripercorriamo i catwalk più discussi e le tendenze dettate dalle ultime collezioni. E partiamo proprio dalla fine.

È stata Miu Miu a chiudere la settimana della moda parigina, una griffe italiana nella culla del fashion system. Fascino al limite del grottesco per le modelle che hanno interpretato la versione glamour del caos. È l’irrazionalità l’ispirazione di Miuccia Prada “come reazione a un mondo che mi sembra sempre più conservatore sul fronte della politica e confuso su quello della tecnologia”. I look sono un elogio alle sovrapposizioni con stole di pelliccia, grembiulini in tulle su abiti dalle maniche vaporose e su camicie slim e castigate.

Miu Miu: il vestito della contraddizione

Dalle stravaganze di Miu Miu all’estro di Karl Lagerfeld. Come sempre, Chanel mette in scena un vero show con interpreti ed ambientazione. Stavolta la passerella si è trasformata in un aeroporto con gate, sale d’attesa, spazi per il check in. Le modelle si sono mosse come delle viaggiatrici con tanto di trolley alla mano. Palette dal gusto candy per la maison francese che punta sul rosa, sul giallo e sulle stampe che fondono bianco, rosso e blu. Tessuti morbidi e linee sulla soglia del comfort: non c’è niente di fasciante. I pantaloni rivivono le ampiezze anni Settanta, le giacche corte hanno maniche a campana e le gonne A line hanno vita alta.

E poi Valentino che rompe con il romanticismo cui ci ha abituati per una capsule tribal e vagamente rock. Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli scelgono l’Africa per la Primavera/Estate 2016 con ricami di perline che richiamano i tatuaggi e stampe su maxi abiti dai colori caldi della terra.

Più audace la donna Stella Mc Cartney. In un mondo di uomini si distingue per uno stile che ha carattere e femminilità: plissé, vedo non vedo, abiti sagomati su una scelta cromatica fresca e leggera.

Romanticismo vittoriano per Alexander Mcqueen che incanta il frontrow: gonne di tulle a balze con giacchine asimmetriche, long-dress stampati con colletti retrò, maniche ampie, mini-dress di rouches secondo precise scelte di colore: bianco optical, black, cipria e rosso brillante.

Rick Owens: acrobazie e modelle a testa in giù

E poi gli abiti dai toni pastello di Chloé dipinti sulla seta come una tela, il glamour e la determinazione di Anthony Vaccarello con abiti che sanno di decostruzione e sensualità fino alle follie di Rick Owens: il designer non si è risparmiato nemmeno stavolta presentando una sfilata al limite del circense con modelle aggrappate le une alle altre per uno stile da antico romano che reinterpreta la moda con uno stile techno.

Fuori da un coro convenzionale anche Louis Vuitton che propone una donna-internauta con pantaloni da motociclista, giubbetti e gilet in pelle da punk su camicie dal taglio romantico; i ricami convivono con le maxi-borchie in una collezione che punta tutto sugli accessori e sui toni accesi.

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