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Prada, elogio della passerella

Durante le sfilate sono lì: cuore pulsante dell'evento, fuoco di tutti gli obiettivi, temibili nella propria natura di ponte sospeso tra fama e fallimento. Ma quando tutte le modelle sono uscite alla ribalta, lo stilista ha raccolto gli applausi e il pubblico, infine, se n'è andato, qual è il loro destino? Che fine fanno le passerelle, le pedane di ogni forma, materiale e natura che scandiscono il tempo e lo spazio delle sfilate? Un quesito non privo di fascino al quale ha cercato di dare una risposta la maison Prada con l'aiuto del collettivo belga Rotor.

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L'ambizioso progetto ha visto la luce negli spazi della Fondazione Prada di Milano in occasione del Salone del Mobile, celebre kermesse che richiama architetti, designer e creativi da ogni parte del mondo. Mossi dalla curiosità per i materiali impiegati nelle sfilate e per i motivi che hanno portato alla loro conservazione, i sei artisti che costituiscono Rotor hanno creato un allestimento il cui obiettivo era quello di ridare vita, forma e sostanza a elementi e tracce privati della propria identità nel momento della destrutturazione. Una rinascita con altri assetti e diverse funzionalità aventi come fine ultimo il traghettamento degli oggetti e delle parti a una realtà nuova, fuori dall'oblio. "Ex limbo", appunto, come il nome stesso dell'installazione spiega.

Nelle sale di via Fogazzaro 36, quartier generale di Prada e luogo per eccellenza delle sfilate, i materiali e gli elementi che hanno reso unico ogni allestimento sono stati ricollocati e rimontati in una sorta di eco dei fasti passati. Ecco così le panche in schiuma espansa, verdi e rosa, che hanno accompagnato mannequin e modelli durante la presentazione delle collezioni P/E 2008 e A/I 2010-2011, posare accanto alla pedana in pannelli multistrato beige che ha "sorretto" oltre 40 fotografi in occasione della recentissima sfilata per la collezione A/I 2011-2012. Modernità ultraleggera che si pone in voluto, netto, contrasto con i tubi che hanno caratterizzato e delimitato le passerelle degli anni 90 e che, a loro volta, si scontrano con i pannelli di alluminio rivestiti di pellicola riflettente impiegati come specchi durante la P/E 2006.

Le foto della sfilata di Prada per la collezione A/I 2010-2011

Un'esperienza totalizzante, immersiva, da vivere ispirandosi alla descrizione che fa dell'installazione Germano Celant nel saggio "Contro un destino: Rotor": "queste forme rivelano strutture ed effetti, comportamenti e differenze che sfuggono alla definizione di “inutile” – scarto e rifiuto –, per proporsi quali sorprendenti strumenti di conoscenza sul piano delle componenti tattili e sensoriali. Una rilettura che implica una scoperta del valore labile e fragile del processo di “separazione” dalle rovine industriali e architettoniche. (...) Una rivalutazione del caotico e del distrutto, del degradato e dello scomposto che riemerge, attraverso un gesto alla Duchamp, nell’universo del design e dell’architettura".


Rotor

Ex limbo

14 aprile - 15 giugno

Fondazione Prada

Via Fogazzaro 36 - Milano

Foto: fondazioneprada.org

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