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Chanel 2.55: making of di un sogno

Spesso la gente si chiede il motivo per il quale gli accessori Chanel non invecchino mai. La risposta è semplice ed è racchiusa in 'The Secrets of the Handbag', un documento esclusivo nel quale vengono rivelati i segreti di un mito. Mademoiselle Coco, influenzata dagli uomini che hanno l’hanno accompagnata durante il corso della sua vita e, ancora di più, dalle esperienze personali, ha disegnato degli articoli che fossero pratici e, eccezion fatta per pochi dettagli decorativi, comodi.

Making of di una Chanel 2.55: le foto

Ma soprattutto, era lei stessa ad essere il modello da cui partivano tutte le creazioni: le immaginava, le indossava e, infine, aggiungeva i ritocchi finali. Ogni dettaglio aveva la sua ragione d’essere ed è per questo che sono diventati emblema di eleganza e lusso. Oltre mezzo secolo più tardi, ancora carichi della magia di un mito grandioso, gli accessori Chanel sono sinonimo di modernità e buon gusto. Tutto questo è stato possibile grazie al talento indiscusso di Karl Lagerfeld.

Karl Lagerfeld disegna Coco Chanel: le foto

Nel 1983, quando prese il posto nella famosa eredità di Rue Cambon, adottò una massima di Goethe come motto personale: 'Crea un futuro migliore dai grandi elementi del passato', e fece ogni sforzo, senza distruggere nulla, per cambiare tutto. Nel 1929 Mademoiselle Chanel fu la prima a introdurre una versione raffinata della shoulder bag. Ne esisteva già un’altra variante, con la forma di un grande sacco dotato di tracolla, ma veniva utilizzato solamente dai membri dell’esercito. Le donne scoprirono così, con grande piacere, che usando una tracolla più sottile potevano passeggiare senza avere le mani impegnate.

Nacque così una nuova moda. Una tendenza che Miss Coco cavalcò costantemente, fino a quando, nel febbraio 1955, creò 'La Borsa', comunemente conosciuta, proprio per via della data, come '2.55'. In pelle per il giorno, in seta o jersey per la sera, la 2.55 è un masterpiece di raffinatezza e perfezione. Innanzitutto voleva che fosse funzionale, così aggiunse un doppio risvolto dotato di tasca interna con cerniera lampo, ideale per contenere lettere d’amore e foglietti vari. Molto utili anche i tre inserti, in particolare quello allungato, perfetto per nascondere il rossetto. Per dare volume e forma alla borsa – 'Deve avere un corpo', insisteva – è stata trapuntata grazie ad un disegno dalla forma di diamante, usando un punto semplice, mentre sulla fodera rossa (il colore dell’uniforme che portava quando era in rofanotrofio) è cucita una doppia C.

Infine, la fibbia rettangolare è dorata e la famosa tracolla a catena con inserti in pelle scivola senza fatica negli occhielli gold oppure silver. Solo dettagli, forse, ma da quel momento la 2.55 è diventata parte integrante della leggenda Chanel e attualmente è considerata un must have che ogni donna di classe deve possedere. Ma questa bag leggendaria lanciata in orbita dalla sua creatrice non ha ancora terminato la sua traiettoria. Infatti, Karl Lagerfeld l’ha rimodernata, proponendola in numerosi colori e materiali, denim, tweed, velluto, raffia, a seconda delle stagione e trasformandola in formato mini o jumbo. Reinventata solo visivamente, la Chanel per eccellenza rimane, però, fedele alla qualità che da Coco è arrivata sino a Lagerfeld: una manifattura che richiede 180 passaggi e un livello di precisione e artigianalità rispettati scrupolosamente.

(Foto © Chanel)

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