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Benetton lancia un marchio low cost

Con l'avvento dei brand low cost, marchi storici del made in Italy come Benetton, Sisley, Stefanel hanno subito un duro contraccolpo. Mentre per tutti gli anni '80 e '90 erano stati leader nel settore dell'abbigliamento di buona qualità a prezzi medi, ora rientrano in un settore di mezzo (nè costoso, nè economico) che fatica a trovare un target di riferimento. L'abbattimento dei prezzi, al fine di una riduzione dei prezzi al consumatore finale, è difficile da sostenere per queste aziende, considerando che le materie prime utilizzate per la realizzazione deglia abiti sono di gran lunga superiori, rispetto a quelle dei competitor 'a basso prezzo'.

Campagne moda 2011 2012

Cosa fare per non perdere mercato, allora? Il gruppo Benetton ha deciso di lanciare una nuovo brand 'low cost': George Hogg (il nome del marchio), in onore dell'esploratore inglese, in realtà era nato già nel lontano 1994, ma solo ora è oggetto di azioni commerciali. Il brand ripropone i capi cult del gruppo Benetton a prezzi che andranno dai 27 euro agli 60 massimo. I primi negozi sono stati lanciati in Francia, a Nantes e a Parigi, mentre in Italia una delle prime tappe per l’apertura dei negozi George Hogg sarà Padova (si gioca in casa), in Via Emanuele Filiberto di Savoia.

Unhate la campagna panificista di Benetton che fa discutere

La linea 'amarcord' nasce in sordina, nessun spot pubblicitario e niente campagne promozionali strillate su giornali o gigantografie nelle città. Luciano Benetton ritorna al suo vecchio amore, la maglieria, quella basica, con colori squillanti che ricordano la nostra infanzia, nessun trend o collezione modaiola, ma linee essenziali che possono andare bene a chiunque. Il gruppo Benetton era stato accusato, proprio ultimamente, di non aver saputo sfruttare il suo know-how, reti distributive, oltre che di produzione, per competere con gruppi come la Inditex (proprietaria di Zara, Pull&Bear, Oysho), pur avendo tutti i mezzi per farlo.

Agli storici marchi di moda del made in italy dello streetwear è mancata, forse in questi anni, la capacità di stare al passo con il mercato internazionale, la voglia di sperimentare e buttarsi in nuove esperienze. Certo non basta lanciare una linea low cost, bisogna essere presenti, diventare un luogo obbligatorio di passaggio nello shopping, fare collaborazioni, insomma, inventarsi qualcosa ogni giorno e non riposare sul ricordo di quello che si è stati in un determinato periodo storico, il presente è ben diverso. Il gruppo Benetton grazie alla sua esperienza e alle sue campagne può decisamente ritornare ad essere leader nel settore della maglieria.

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