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Armani e Cavalli chiudono la Milano Fashion Week

  • LaPresse

Mentre i protagonisti della moda si preparano all'evento parigino, chiude i battenti la Milano Fashion Week. E lo fa celebrando le due facce di quella che è considerata la massima espressione dellla tradizione italiana, facendo sfilare per ultimi due mostri sacri del fashion system come Giorgio Armani e Roberto Cavalli, alfieri di filosofie di vita e stili di abbigliamento diversi, antitetici e complementari.

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Come sottolineato da tutti gli addetti ai lavori, l'incontro-scontro a distanza tra Armani e Cavalli ha il sapore quasi di un duello epico, dove a scendere in campo e a fronteggiarsi sono due personaggi che hanno fondato il proprio enorme successo su due visioni della moda, dell'eleganza e della creatività diametralmente opposte. Tanto è sobrio nelle linee, misurato nei colori e stilisticamente perfetto l'uno, tanto è eccessivo nel design, rutilante nelle stampe e sperimentatore a oltranza l'altro.

Sulla passerella di Giorgio Armani hanno dunque sfilato donne che nel dolce stil novo trovano il proprio modello e la propria ispirazione, in una scelta di "gentilezza che non significa arrendevolezza, ma anche - e soprattutto - grinta e forza", come spiega lo stesso stilista. Un'idea che trova espressione nei colori ispirati al mare e in tailleur asimmetrici, giacche corte dietro e lunghe davanti, gonne con l'orlo obliquo, pantaloni con spacco sotto il ginocchio, abiti da sera con bustier e - soprattutto - nel nuovo tre pezzi e negli abiti ricamati che hanno chiuso il defilé, in una rappresentazione ideale delle Grazie così spesso dipinte nei quadri rinascimentali.

Da Roberto Cavalli, invece, la donna in passerella è una regina barocca e rutilante - espressione della più consolidata tradizione del brand - ma, e questa è una novità assoluta, calata in una dimensione notturna, ammantata di malinconia e finanche di fragilità. Le famose stampe animalier della maison, i pizzi, i materiali ricchi e ridondanti si mescolano infatti a un'inusuale ma bellissimo nero, a trasparenze, a disegni che seguono il movimento delle linee dei capi per creare inaspettati giochi di luci e ombre. Un'estetica di grande impatto visivo che trova nelle giacche a vita abbassata e senza revers, nei ricami di paillettes e negli abiti lunghi la sua massima forza espressiva e artistica.

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