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American Apparel, fine di un sogno

American Apparel, l'icona dell'abbigliamento di Los Angeles made in Los Angeles, rischia di chiudere. I rumors parlano di un sempre più probabile ingresso in amministrazione controllata dopo i quattro mesi consecutivi in perdita e un crollo del 42% la scorsa settimana alla borsa di New York. Insomma, la gallina dalle uova d'ora inventata dal canadese Dov Charney è sull'orlo della bancarotta, come ha ammesso un portavoce dell'azienda: "in questo periodo stiamo affrontando evidenti problemi di liquidità".

L'azienda inizialmente si chiamava American Heavy Apparel Company, aveva sede nel South Carolina e riforniva di magliette all'ingrosso stampatori e negozi. Un business di mediocre successo, abbandonato dal lungimirante Dov Charney nel 2000, anno in cui si trasferisce a Los Angeles e, complice un fortunato incontro con un produttore tessile locale, decide di creare una linea di abbigliamento no logo per gli appassionati di fitness che si rifiutavano di indossare maglie, pantaloni e tute firmate. Un'intuizione geniale che dà vita ad American Apparel, con uno stabilimento di 74mila mq e 4mila dipendenti.

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Il brand diventa presto famoso grazie a campagne pubblicitarie sempre più aggressive e al limite della pornografia, con modelle giovanissime in pose esplicite e ammiccanti spesso fotografate dallo stesso Charney. Una linea che paga, perché nel 2007 la catena di abbigliamento raddoppia addirittura i punti vendita, arrivando a 270 negozi in Nord America, Asia ed Europa. Ma non sono solo le pubblicità soft porn ad accendere il faro della notorietà sul marchio: Charney infatti vuole che American Apparel diventi per Los Angeles quello che Levi's Strauss è stato per San Francisco e l'azienda si schiera a favore degli immigrati che non riescono a trovare lavoro, assumendo stranieri senza permesso di soggiorno. Una decisione che però si trasforma in un boomerang che costa a Charney il licenziamento di 1.500 dipendenti nel 2009 e segna l'inizio del crollo.

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Dopo l'annuncio nel 2010 di Deloitte & Touche con il quale la famosa società di revisione comunica di lasciare American Apparel a causa di "perplessità" sulla gestione dei conti del 2009, l'azienda sprofonda sempre più rapidamente nel baratro e a oggi sembra che nulla possa salvare questa catena di moda giovane, colorata e di ispirazione retrò dalla chiusura.

Foto: americanapparel.net

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