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Amanda Lepore, la trans più rifatta del mondo: "Voglio spaccarmi le costole per ridurre il girovita"

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Sentirsi imprigionati nel proprio corpo. E' questa la sensazione che Amanda Lepore ha avvertito già nei primi anni di vita. E che l'ha portata, all'età di 19 anni, a sottoporsi all'intervento per cambiare sesso, e dimenticare definitivamente il nome di battesimo, Armand. Un percorso difficile, doloroso, pieno di ostacoli.

Heidi Montag in bikini dopo 10 interventi: foto

Così oggi, la 46enne, scoperta in un bar da David LaChapelle (che l'ha resa un'icona), è considerata la transgender più rifatta del mondo. Tra i ritocchini subiti, ecco un piccolo riassunto: modellamento glutei e fianchi, più di una mastoplastica additiva (aumento del seno), rinoplastica (per sistemare il naso), varie iniezioni di silicone liquido, riposizionamento dell'attaccatura dei capelli. Ma c'è un'ulteriore, impressionante passo che Amanda vorrebbe fare, ovvero rompersi le costole per ridurre il girovita: "E' un’operazione illegale in America, ma la fanno in Messico. Ti rompono una costola nella parte posteriore e spingono dentro, non resta nessuna cicatrice. E’ un intervento che ha fatto anche Cher". La Lepore ne parla candidamente sulle pagine del Daily Mail, specificando che per la sua trasformazione si è ispirata a dive come Jean Harlow, Jessica Rabbit ma, soprattutto, a Marilyn Monroe: "Volevo diventare come lei".

I peggiori interventi chirurgici: foto

Facendo due conti, la platinata ammette: "C’è una ragione perché dicono che sia il 'corpo più costoso della terra', ma preferisco non parlarne. Sono stata comunque molto fortunata perché quando ho cominciato la trasformazione, avevo un fisico molto femminile". Certo, però, la vita di Amanda non è stata facile: cresciuta nel New Jersey, figlia di un chimico italo-americano e di una casalinga tedesca, schizofrenica e per questo ospite di una struttura psichiatrica, la donna ha avuto un'infanzia travagliata, "non è stato semplice far accettare il cambiamento ai miei genitori". Anni bui. Ma ora ce l'ha fatta, e al suo mito ha anche dedicato una canzone, intitolata Marilyn.

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