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Alice Pasti ad Excite: "Accettarsi, amarsi e migliorarsi". La curvy ci racconta la svolta della sua vita

  • Foto Federica S. - Mua Francesca Smeraldi

Un lavoro da ragioniera e la voglia di raccontarsi: Alice Pasti ha detto addio alla scrivania per lanciarsi in una nuova avventura. Perché quando la passione chiama non c’è contratto a tempo indeterminato che tenga. E così, ha ricominciato imboccando una strada tutta curvy. Un profilo Instagram, i primi followers e il blog. Adesso gira l’Italia con un tour che sa di bellezza e rispetto per se stessi. Alice ci svela il suo mantra: accettarsi, amarsi e migliorarsi.

Raccontaci la tua vita prima di diventare Alice Pasti

Alternavo il lavoro da ragioniera con quello di fotomodella curvy. L’ho fatto per quattro anni: nel week-end scappavo per andare in giro a farmi fotografare. Poi nella mia vita si è creata una situazione che mi ha fatto pensare: “È ora di cambiare un po’ di cose”. E così ho lasciato il fidanzato e il lavoro e mi sono trasferita in un’altra città. È successo un anno fa: ho deciso di mollare tutto e realizzare i miei sogni.

Da cosa sei partita?

Ho pensato che la gente avesse bisogno di vedere sui social una persona come me, un po’ più simile a loro, così ho creato un profilo Instagram, volevo “infiltrarmi” tra le ragazze comuni. Ho iniziato a farmi conoscere e pian piano sono arrivati i primi messaggi: donne di ogni età che, vedendomi, si sentivano rassicurate e chiedevano qualche consiglio.

Dove nasce l’idea del tour “Io mi amo”?

Proprio da queste donne. Ogni volta che mi chiedevano qualche dritta su come sentirsi meglio mi veniva spontanea sempre una risposta. Io ho iniziato a piacermi grazie alla fotografia e allora mi sono detta: “Non posso dare a queste ragazze quattro anni di foto come ho fatto io però posso regalare loro una giornata da modelle per sentirsi più belle. Ho tutti gli strumenti”.

E com’è andata?

Benissimo, sin dal principio. L’idea è stata accolta ovunque. Sono partita a novembre e ho già fatto una cinquantina di tappe. In ciascuna città vengono 20 donne, di qualsiasi taglia ed età, quindi non solo curvy. Le trucchiamo, pettiniamo e fotografiamo e, alla fine, regaliamo loro un mini book con quattro scatti da conservare. È bello perché ci sono tanti riscontri positivi. Nei giorni successivi in molte mi scrivono che da quel momento hanno iniziato a sentirsi più sicure.

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Quale credi sia il messaggio più importante che passa attraverso il tuo lavoro?

Beh, io sono una taglia 46, sono sicura che per le ragazze vedere una donna come me che riesce a piacersi sia incoraggiante. Attenzione, però: perché accettarsi non vuol dire lasciarsi andare. Io non voglio spingere le persone né verso un limite né verso l’altro. La prima regola è stare bene e star bene vuol dire migliorarsi, non di certo ossessionarsi con peso e misure.

Il motto di Alice Pasti quindi è?

Accettarsi, amarsi e migliorarsi.

Avevi un lavoro “normale” ma posavi per le foto. Il blog nasce da una passione che sa di moda?

In realtà non facevo la modella di moda ma la modella d’arte: ho lavorato con tanti fotografi per progetti personali, per mostre, ho fatto diversi editoriali. L’unica agenzia curvy non ha mai voluto prendermi e adesso che potrei entrarci non mi interessa più. In realtà sogno di aprirne una mia, ho già un piccolo staff di persone che collaboreranno: a settembre ci metteremo in ballo. Il blog è nato come naturale conseguenza del profilo Instagram: c’erano sempre più argomenti da trattare, mi serviva uno spazio che completasse il tutto. Adesso ci sono post sugli outfit, sulla bellezza, le mie collaborazioni e la mia linea di costumi.

Parlaci della collezione

Ho conosciuto Onda Blu, l’unica sartoria sarda che realizza costumi per tutti. Abbiamo disegnato cinque modelli Alice Pasti che vanno dalla 44 in su, niente taglie piccole! Sono in vendita su www.ondabluconfezioni.com e sono tutti modificabili e fatti su misura, personalizzabili nella taglia e nel colore.

Oltre alla linea di costumi ti piacerebbe realizzare altro?

Una linea di intimo curvy, che sia un po’ sexy, è difficile trovarla in giro. Ma so che non bisogna avere fretta nella vita e aspettare il momento giusto: poi le cose arrivano.

Alice Pasti, la modella curvy in giro per l'Italia: un tour per imparare ad amarsi

Moda curvy e moda tradizionale, che continua a portare in passerella taglie 38, sono destinate a rimanere separate o si sta muovendo qualcosa in questo senso?

Si sta muovendo qualcosa ma molto lentamente. Quando scrivo ai fotografi di moda proponendo progetti, quasi quasi mi rispondono male. Sai, in questo mondo le modelle, automaticamente, entrano nel flusso del “sei troppo grassa”. C’è molta ipocrisia che ancora non fa ben vedere le curvy, nonostante esista una richiesta da parte delle clienti. Ci sono dei brand che realizzano linee curvy, il problema è che propongono cose completamente diverse, come se di uno stesso modello non possa esistere una 48. Ma perché? È vero che certi abiti non donano né ad una 46 né ad una 48, ognuno ha la sua fisicità, come d’altronde, neanche una 38 può permettersi tutto. Dipende dal corpo che hai. Però dalla 46 in su realizzano altre linee, spesso brutte, sono proprio da vecchia, diciamolo!

Tanta gente ti scrive. C’è una storia che ti è rimasta nel cuore?

Ho avuto a che fare con una ragazza che soffre di anoressia, è sotto controllo medico. È venuta ad una tappa di “Io mi amo” e quel giorno, dopo 3 anni, ha mangiato un pasticcino. È stato emozionante anche perché poi mi ha raccontato che le è servito per affrontare la malattia in modo diverso: lì senti di far qualcosa per l’umanità. Poi è bello avere il calore delle donne, conquistare quello degli uomini è molto più facile.

Curvy e plus size: non pensi ci sia un po’ di confusione al limite dell’obesità?

Assolutamente sì. Un giorno ho pubblicato un post mettendo accanto una modella anoressica e una modella obesa dicendo: “Queste due donne non sono belle”. È stato fortemente criticato. Io penso che la bellezza sia innanzitutto salute. Solo una donna in salute, che sia una 40 o che sia una 50, è bella. Va bene essere curvy ma c’è un limite a tutto. Perché essere curvy non vuol dire lasciarsi andare e mangiare come un maiale! Io odio le diete, amo la tavola. Però se ieri sera ho mangiato la pizza oggi evito la piadina e magari faccio un’insalata. Cerco di bere acqua naturale ed evitare le bibite gassate, provo a non ingozzarmi di brioches dalla mattina alla sera e vado in palestra quando non fa questo caldo allucinante. Ovvio: potrei essere meglio o potrei essere peggio. L’essenziale è non arrivare all’esagerazione.

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