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Abercrombie, regole per capelli e look dei dipendenti: scoppia la polemica, ma è davvero esagerato?

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Ci risiamo. Dopo la polemica esplosa la scorsa primavera in seguito alle rivelazioni di due 'gole profonde', che hanno raccontato al quotidiano spagnolo lainformacion.com le modalità di reclutamento del personale da parte di Abercrombie & Fitch, il famoso marchio di abbigliamento americano finisce di nuovo nell'occhio del ciclone per una serie di linee guida in fatto di stile alle quali devono attenersi i dipendenti per non rischiare "provvedimenti disciplinari".

Abercrombie & Fitch non vuole le persone grasse e brutte, è polemica

A lanciare il sasso stavolta è il noto sito USA buzzfeed.com, che in un servizio "esclusivo", realizzato grazie a una non meglio precisata "fonte" (che si evince fare parte dello staff di A&F), rivela che per lavore nei negozi della catena i dipendenti devono attenersi a ben precise regole in fatto di capelli, gioielli e look. Nello specifico, lo Sketchbook Hairstyle di Abercrombie - di cui buzzfeed.com pubblicata la foto - divide pettinature e acconciature in accettabili e non accettabili, dettagliando i requisiti delle une e delle altre.

Lavorare da Abercrombie & Fitch non è facile: ecco le regole ferree della catena americana

Dunque, mentre vanno bene "capelli baciati dal sole, con mèches sottili e dall'aspetto naturale", "riflessi complementari" e "variazioni di colore naturali", sono assolutamente banditi "ciocche di colori contrastanti, innaturali, estreme", "metodi di decolorazione che risultano innaturali" e "contrapposizioni di colore innaturali ed esagerate". Inoltre, A&F chiede ai suoi dipendenti chiome "ordinate, pulite, naturali, curate e classiche" e vieta di indossare cappellini e di coprire il capo, a meno di disabilità o motivi religiosi, previa approvazione da parte della direzione. In caso di mancato rispetto delle regole, l'azienda si riserva di mettere in pratica "provvedimenti disciplinari".

Il manuale di Abercrombie detta poi le regole per la barba, "non accettata", le unghie, "che non devono essere lunghe più di mezzo centimetro", i tatuaggi, "non appariscenti", i piercing (non più di due per le donne e all'orecchio) e gli orecchini, vietati agli uomini.

Insomma, una serie di richieste e divieti ben precisi, che in USA hanno fatto montare la solita polemica, ma che, onestamente, non sono così scandalosi. Le regole di A&F per quanto concerne il look, infatti, appaiono come la necessaria e inevitabile risposta a una sempre maggiore mancanza di stile da parte dei giovani, che sembrano non rendersi conto che per alcuni ruolo "l'abito fa il monaco", inevitabilmente. Se si lavora a contatto con il pubblico, per di più in una catena di negozi che - piaccia o no - ha comunque uno stile casual-elegante, non si può pensare di servire i clienti acconciati come la brutta copia di Madonna in Cercasi Susan disperatamente o del Joker di Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro.

La denuncia di una lavoratrice che ha raccontato che nel 2009 è stata demansionata per via di una protesi all'arto - non rispondente alla politica di immagine di Abercrombie - è un'altra cosa: un tribunale ha riconosciuto la discriminazione e ha punito l'azienda. Però ritenere una grave violazione e una violenza da parte del brand dare linee guida ai dipendenti sul modo di vestire è sinceramente esagerato...

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